ammetto con un po’ di imbarazzo che ho sentito parlare di kurt vonnegut solo quando il mese scorso ho letto sul giornale della sua morte; incuriosito poi da una striscia del grande lui e da quello che ho trovato in rete non ho potuto fare a meno di leggere mattatoio n.5.
tutto d’un fiato aggiungerei.
il libro racconta di billy pilgrim, un sempliciotto americano che durante la seconda guerra mondiale viene catturato dai tedeschi e durante la prigionia ha in sorte di trovarsi a dresda sotto il più imponente bombardamento della storia. la particolarità di billy è che è spastico del tempo cioè viaggia nel tempo in modo incontrollato avanti e indietro rivivendo momenti passati o vivendo il suo futuro. si alternano così gli episodi di guerra a quelli del dopoguerra con la sua famiglia e al periodo sul pianeta tralfamadore prigioniero degli alieni in uno zoo.
la particolarità dei tralfamadoriani è che vedono il mondo in quattro dimensioni percependo anche il tempo. la loro peculiarità implica che non credano nel libero arbitrio perché potendo vedere il tempo sanno cosa accadrà, cosa è accaduto e che non c’è scelta se non quella di guardare un momento bello piuttosto di uno brutto.
“dove sono?” disse billy pilgrim.
“prigioniero di un blocco d’ambra signor pilgrim. siamo dove dobbiamo essere in questo momento, a cinquecento milioni di chilometri dalla terra, e procediamo verso una distorsione temporale che ci permetterà di arrivare a tralfamadore in poche ore anziché in qualche secolo.
“come… come ho fatto ad arrivare qui?”
“ci vorrebbe un altro terrestre per spiegarglielo. i terrestri sono bravissimi a spiegare le cose, a dire perché questo fatto è strutturato in questo modo, o come si possono provocare o evitare altri eventi. io sono tralfamadoriano, e vedo tutto il tempo come lei potrebbe vedere un tratto delle montagne rocciose. tutto il tempo è tutto il tempo. non cambia. non si presta ad avvertimenti o spiegazioni. è, e basta. lo prenda momento per momento, e vedrà che siamo tutti, come ho detto prima, insetti nell’ambra.”
“lei ha l’aria di non credere nel libero arbitrio” disse billy pilgrim.
questo brano è un esempio dell’ironia, spesso amara, e della malinconia che pervade il romanzo. preso in mezzo ad eventi più grandi di lui billy non può che stare a guardare inerme e se il caso lo permette saltare ad un momento migliore della sua esistenza, magari su tralfamadore o dalla sua famiglia.
è un romanzo marcatamente pacifista che usa la fantascienza come mezzo espressivo più che come base narrativa e ruota tutto attorno all’orrore della guerra e allo sterminio di dresda vissuto oltre che da billy anche da vonnegut che in quei giorni del ‘45 si trovava realmente nel mattatoio numero 5 sotto le bombe.

su corriere.it compare oggi
fino ad un po’ di tempo fa avevo un conto tradizionale con banca intesa-sanpaolo, interessi bassi, varie spese, poco comodo via internet e poche possibilità di investimento. quest’ultimo motivo più degli altri mi aveva convinto ad aprire un nuovo conto, in un’altra banca, per investire i miei risparmi con una miglior scelta di fondi e l’idea iniziale era comunque di tenere il vecchio conto sanpaolo per non dover spostare accrediti e addebiti vari.
negli ultimi anni si sono moltiplicati i blog e i servizi come flickr di pari passo con l’esplosione dell’accesso ad internet da parte del grande pubblico: il risultato è un proliferare di materiale personale indicizzato su motori di ricerca sempre più puntuali ovvero un’esposizione dei fattacci propri davanti al mondo intero. se il fenomeno fosse limitato alla pubblicazione dei cavoli propri finirebbe li, ma siccome siano animali sociali è inevitabile che pubblicare quel che si è fatto il sabato sera implichi raccontare quello che hanno fatto le persone con cui si era. fa riflettere come inizino ad essere pubblicati sempre più articoli che parlano di questo problema: questo ad esempio parla dell
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