mattatoio n.5

•Maggio 13, 2007 • 1 Commento

ammetto con un po’ di imbarazzo che ho sentito parlare di kurt vonnegut solo quando il mese scorso ho letto sul giornale della sua morte; incuriosito poi da una striscia del grande lui e da quello che ho trovato in rete non ho potuto fare a meno di leggere mattatoio n.5.

tutto d’un fiato aggiungerei.

il libro racconta di billy pilgrim, un sempliciotto americano che durante la seconda guerra mondiale viene catturato dai tedeschi e durante la prigionia ha in sorte di trovarsi a dresda sotto il più imponente bombardamento della storia. la particolarità di billy è che è spastico del tempo cioè viaggia nel tempo in modo incontrollato avanti e indietro rivivendo momenti passati o vivendo il suo futuro. si alternano così gli episodi di guerra a quelli del dopoguerra con la sua famiglia e al periodo sul pianeta tralfamadore prigioniero degli alieni in uno zoo.

la particolarità dei tralfamadoriani è che vedono il mondo in quattro dimensioni percependo anche il tempo. la loro peculiarità implica che non credano nel libero arbitrio perché potendo vedere il tempo sanno cosa accadrà, cosa è accaduto e che non c’è scelta se non quella di guardare un momento bello piuttosto di uno brutto.

“dove sono?” disse billy pilgrim.
“prigioniero di un blocco d’ambra signor pilgrim. siamo dove dobbiamo essere in questo momento, a cinquecento milioni di chilometri dalla terra, e procediamo verso una distorsione temporale che ci permetterà di arrivare a tralfamadore in poche ore anziché in qualche secolo.
“come… come ho fatto ad arrivare qui?”
“ci vorrebbe un altro terrestre per spiegarglielo. i terrestri sono bravissimi a spiegare le cose, a dire perché questo fatto è strutturato in questo modo, o come si possono provocare o evitare altri eventi. io sono tralfamadoriano, e vedo tutto il tempo come lei potrebbe vedere un tratto delle montagne rocciose. tutto il tempo è tutto il tempo. non cambia. non si presta ad avvertimenti o spiegazioni. è, e basta. lo prenda momento per momento, e vedrà che siamo tutti, come ho detto prima, insetti nell’ambra.”
“lei ha l’aria di non credere nel libero arbitrio” disse billy pilgrim.

questo brano è un esempio dell’ironia, spesso amara, e della malinconia che pervade il romanzo. preso in mezzo ad eventi più grandi di lui billy non può che stare a guardare inerme e se il caso lo permette saltare ad un momento migliore della sua esistenza, magari su tralfamadore o dalla sua famiglia.

è un romanzo marcatamente pacifista che usa la fantascienza come mezzo espressivo più che come base narrativa e ruota tutto attorno all’orrore della guerra e allo sterminio di dresda vissuto oltre che da billy anche da vonnegut che in quei giorni del ‘45 si trovava realmente nel mattatoio numero 5 sotto le bombe.

joost

•Maggio 11, 2007 • 2 Commenti

ho ricevuto un invito da lore per joost (grazie!): applicazione molto carina per guardare tv via web, per ora di programmi interessanti non ne ho trovati ma ho adocchiato un canale di fantascienza promettente.

due difetti:

1) ennesimo prodotto solo win / mac. niente client linux e via wine non è affatto semplice andare oltre l’installazione. peccato perché credo che una tv via web abbia un pubblico di utenti con un’informatizzazione mediamente sopra la media e quindi più portati a usare sistemi alternativi.

2) l’interfaccia è fatta maluccio: funziona solo a pieno schermo, non c’è degradazione della qualità, non ho trovato il pulsante per fare logout ed è troppo pesante. il mio unico pc win (piuttosto vecchiotto) non ha abbastanza potenza per visualizzare le immagini in modo fluido e persino per mettere in pausa va a rilento. preciso che su quello stesso pc non ho problemi con filmati, dvd o con quoob tv.

spero che risolvano il problema per quando uscirà dalla beta perché per ora o riesco a farlo girare via wine o mi accontento di guardarlo a scatti sul vecchio chiodo

la blogger che diventa hostess prostituta sul corriere

•Maggio 1, 2007 • Lascia un Commento

su corriere.it compare oggi un articoletto di scuse per aver usato la foto di una tizia che non c’entrava nulla come corredo per un articolo di prostituzione

MILANO – In relazione all’articolo «Hostess e prostituta, la mia doppia vita» pubblicato su Corriere.it il 22 aprile scorso, abbiamo inserito erroneamente a corredo dell’articolo una foto pixelata tratta da un blog in Internet. La persona ritratta non ha niente a che vedere con l’articolo in questione. Ce ne scusiamo con lei e con tutti i lettori del blog. Per evitare qualsiasi possibile futura confusione, abbiamo provveduto a cancellare anche dal nostro database il pezzo in oggetto.

infatti l’originale è stato rimosso, peccato però che l’articolo sia stato copiato da altri siti (www.cremonaweb.it, www.cremaweb.it e www.lamescolanza.com) e sia ancora leggibile con tanto di foto incriminata.

sentiti complimenti a corriere.it e al giornalista che ha pigliato una foto a caso su internet (”tanto chi se ne accorge?” vero?) e l’ha appiccicata all’articolo.

addio banca sanpaolo

•Aprile 28, 2007 • 1 Commento

fino ad un po’ di tempo fa avevo un conto tradizionale con banca intesa-sanpaolo, interessi bassi, varie spese, poco comodo via internet e poche possibilità di investimento. quest’ultimo motivo più degli altri mi aveva convinto ad aprire un nuovo conto, in un’altra banca, per investire i miei risparmi con una miglior scelta di fondi e l’idea iniziale era comunque di tenere il vecchio conto sanpaolo per non dover spostare accrediti e addebiti vari.

diedi così l’ordine al sanpaolo di disinvestire un fondo poco remunerativo e quando la liquidità fu disponibile provai a fare un bonifico via internet verso il nuovo conto. primo problema: sanpaolo (nell’interesse del cliente) limita ad un massimo di 5.000 euro gli importi dei bonifici via internet (ma li fa pagare 1 euro ciascuno). dovendo trasferire una somma maggiore mi ci volle più di un giorno, poi la cifra arrivò dall’altra parte e tutto sembrava andato a buon fine.

tempo dopo arrivò l’estratto conto: ero andato nettamente in rosso e avevo fior di soldi da pagare alla banca! chiedendo spiegazioni venne fuori che il problema era la data della valuta dei bonifici che avevo fatto: siccome la banca prende due giorni di valuta in anticipo e io avevo iniziato a trasferire il giorno dell’accredito era come se (dal punto di vista contabile) avessi bonificato dei soldi che non avevo.

lo rispiego perché è una cosa pericolosissima e poco intuitiva

- in data 2 gennaio do ordine di disinvestire
- in data 9 gennaio con valuta 9 gennaio ricevo l’accredito del disinvestimento
- in data 9 gennaio bonifico su un altro conto i primi 5000 euro: la valuta di accredito è però del 7 gennaio, quando i soldi erano “in viaggio” dal fondo sanpaolo al conto sanpaolo.
- in data 10 gennaio altro bonifico di altri 5000 euro: la valuta di accredito è dell’8 gennaio quindi altro scoperto!

considerando 500 euro iniziali sul conto, uno scherzetto simile porta a uno scoperto massimo di 9.500 euro il secondo giorno, a due giorni di interessi sui primi 4.500 euro e un giorno di interesse sugli altri 5.000 euro. l’interesse praticato è del 13,75% annuo e nel mio caso si traduce nel pagare 5,27 euro di interessi, cosa che dà fastidio ma non è grave. la botta arriva con la commissione di massimo scoperto dell’1% ovvero per lo scoperto totale di 9.500 euro il secondo giorno mi tocca pagare 95 euro per un totale di 100,27 euro.

è ovvio che se solo mi fosse venuta in mente una cosa simile avrei messo una valuta diversa, ma non ci ho pensato e non c’è uno straccio di avviso automatico sul sito che avverta che se l’operazione andasse a buon fine quasi certamente manderebbe il conto in rosso! nessun avviso, niente di niente.

ma ora viene la perla: nelle settimane successive ho fatto l’analogo errore trasferendo sul nuovo conto dei pagamenti accreditati sul conto sanpaolo. ancora nessun avviso e nessun avvertimento sul sito, ma nei giorni successivi sono stato contattato da un impiegato: si era preoccupato di sapere se quei movimenti fossero normali (attenzione gentilissima e apprezzata), peccato si sia scordato di segnalarmi dei ripetuti scoperti! ho fatto altre operazioni ancora e ancora nessuno mi ha fatto notare la situazione, nemmeno quando sono passato in filiale di persona per un assegno! ho scoperto tutto col primo estratto conto, mesi dopo. ultima pagina, ultima voce: competenze di chiusura, qualche centinaio di euro, più sotto ancora il dettaglio. già tanto che l’ho notato.

ho protestato in banca perché questa pratica pur legale è pericolosa e dannosissima per il cliente, soprattutto quando la banca non avverte! per tutta risposta mi è stato proposto di recuperare il massimo scoperto a patto però di riaccreditare la somma trasferita. saran anche nella perfetta legalità, l’errore sarà pur mio, ma il conto l’ho chiuso e i miei soldi non li vedranno più. credo sia ovvia la ragione.

ulteriore nota: prima che la commissione di massimo scoperto venga abolita per legge ci sono già banche che dichiarano di non applicarla (non ho sperimentato ma facciamo che ci credo) e in particolare la mia nuova banca oltre agli avvisi mi impedisce proprio di fare un pagamento con valuta scoperta senza chiedere prima un fido. la banca nuova non regala nulla ma almeno non mi sento raggirato.

tutti amano il nic

•Aprile 19, 2007 • Lascia un Commento

su punto informatico ho trovato una petizione per cambiare le procedure di registrazione dei domini .it del nic. il tutto parte da cambia-nic che riflette un po’ il pensiero comune: è un carrozzone all’italiana.

le petizioni online sono totalmente inutili, ma forse col tam tam continuo qualcosa potrebbe smuoversi. speriamo bene perché sarebbe proprio ora!

il bue dà del cornuto all’asino

•Aprile 19, 2007 • Lascia un Commento

che google fosse candidato a diventare il prossimo cattivo dell’informatica già si sapeva, che l’acquisto di doubleclick sia il primo segno della transizione ci può anche stare… ma che microsoft accusi google di pratiche monopolistiche è veramente il massimo!

et telefono casa

•Aprile 18, 2007 • Lascia un Commento

dopo il mac rubato che fotografa i ladri e ne mette le facce su flickr ora arriva la telefonata del seti rapito.

per chi non lo sapesse il progetto seti@home fornisce ai suoi affiliati un software di calcolo distribuito per la ricerca di segnali extraterrestri. il funzionamento è semplice: seti scarica dei dati, li elabora e ne rispedisce i risultati appena viene rilevata una connessione alla rete.

tempo fa ad un tale han rubato un portatile su cui era installato seti, i ladri si sono collegati ad internet e seti ha fatto il suo solito lavoro lasciando l’identificativo del proprietario e l’ip sul server del progetto. dall’incrocio dei dati di seti con quelli del provider dei ladri è stato possibile risalire all’indirizzo e recuperare la refurtiva.

chissà che seti oltre a collezionare statistiche sulle tipologie di macchine in circolazione non studi la mobilità dei suoi utenti: potrebbe dare interessanti suggerimenti urbanistici sapere da dove a dove si spostano le persone durante il giorno!

a notizia del portatile si può trovare su http://www.berkeley.edu

James Melin, a software programmer for a county government agency in Minnesota, volunteers with the project and runs SETI(at)home on his seven home computers, which periodically communicate over the Internet with University of California servers. Whenever communication takes place, servers record the remote computer’s Internet Protocol address and file it in a database that people running the software can view….

Several years ago, Melin installed SETI(at)home on his wife’s laptop, which was stolen from the couple’s Minneapolis home on Jan. 1.

Annoyed at the break-in — and alarmed that someone could delete the screenplays and novels that his wife, Melinda Kimberly, was writing — Melin monitored the SETI(at)home database to see if the stolen laptop would “talk” to the Berkeley servers. The laptop checked in three times within a week, and Melin sent the IP addresses to the Minneapolis Police Department.

Officers subpoenaed Quest Communications, Melin’s Internet service provider, to determine the address where the stolen laptop logged onto the Internet. Within days, officers seized the computer and returned it to the rightful owners….

costi di ricarica spalmati sulle tariffe

•Aprile 16, 2007 • Lascia un Commento

su repubblica oggi:

Il succo della storia è che “gli operatori recupereranno parte dei costi di ricarica perduti, attuando varie manovre”, spiega Luca Berardi, analista esperto di telecomunicazioni presso il gruppo di ricerca Idc.

ci voleva l’esperto per dirlo.

la pubblicità dei mac è fottutamente vera

•Aprile 15, 2007 • Lascia un Commento

sono alle prese con un nuovissimo e bellissimo portatile hp che ha sopra una versione nuova fiammante di windows vista. tutto bellissimo, tutto colorato, tutto 3d trasperente moderno fico in modo incredibile… peccato solo che le applicazioni vadano in crash inspiegabilmente dopo un numero variabile di copia incolla.

giunto alla conclusione più ovvia (vista fa schifo) ho iniziato l’installazione di xp sp2 aggiornato (niente linux, non è mio il portatile). peccato che xp non ne voglia sapere di installarsi perché non trova i nuovissimi dischi sata… ovviamente si potrebbero mettere i driver via floppy, ma da anni il floppy non viene più montato sui portatili e xp nella sua modernità non prevede l’uso di chiavette o cd!

mi domando: possibile che col passare degli anni windows rimanga un sistema orrido che costringe l’utente a faticare e preoccuparsi di problemi che potrei tecnicamente definire cazzate? ma soprattutto è possibile che il suo pubblico gli sia attaccato tipo patella allo scoglio rifiutando qualsiasi alternativa valida e funzionante out of the box tipo linux (ubuntu funziona perfettamente su quel portatile!) o tipo mac?

una questione di privacy

•Aprile 15, 2007 • Lascia un Commento

negli ultimi anni si sono moltiplicati i blog e i servizi come flickr di pari passo con l’esplosione dell’accesso ad internet da parte del grande pubblico: il risultato è un proliferare di materiale personale indicizzato su motori di ricerca sempre più puntuali ovvero un’esposizione dei fattacci propri davanti al mondo intero. se il fenomeno fosse limitato alla pubblicazione dei cavoli propri finirebbe li, ma siccome siano animali sociali è inevitabile che pubblicare quel che si è fatto il sabato sera implichi raccontare quello che hanno fatto le persone con cui si era. fa riflettere come inizino ad essere pubblicati sempre più articoli che parlano di questo problema: questo ad esempio parla dell‘impatto di internet sulle possibilità di lavoro.

facciamo l’esempio di flickr a cui personalmente darei il mio voto per i big brother awards (anche se la responsabilità sarebbe unicamente dei suoi utenti). un utente pubblica le foto delle serate con gli amici e nei commenti inserisce riferimenti circa il luogo di lavoro di persone ritratte. nel luogo di lavoro menzionato un giorno a qualcuno (poniamo all’ufficio del personale) salta in testa di fare una ricerca per vedere se l’azienda è mai citata a sproposito e salta fuori la foto con un dipendente. noto che il proprietario dell’account ha relazioni col dipendente diventa immediato individuare altre foto su quell’account o su quello dei contatti. le conseguenze dipendono dalle foto ovviamente, il meno è che uno o più colleghi s’impiccino di cose che non li riguardano e lo facciano sfruttando informazioni messe in rete da amici dell’interessato.

analogamente blog, youtube e simili possono indesideratamente veicolare informazioni personali a persone che normalmente si vorrebbe tenere all’oscuro per qualche ragione. più facile essere scoperti nel bidonare qualcuno, nel tagliare una giornata a scuola, nel fingersi malati al lavoro e in generale nel mantenere la sfera privata realmente privata.

non credo sia paranoico dire che non siamo una società pronta a mettere in piazza quello che di sconveniente si fa nel privato a meno di essere un divo del gossip o un mitomane. fingiamo stupore per gli scandali di droga e sesso dei vip o per i video col cellulare degli studenti, ma alzi la mano chi non ha mai immaginato che quel genere di episodi non fossero all’ordine del giorno. senza bisogno di indagare sono sicuro che tra i miei colleghi di lavoro ci siano persone che si cacciano in situazioni imbarazzanti: se le foto o i racconti fosse pubblici però dovrei uscirmene con un puritano “incredibile, non l’avrei mai detto” e poi fuori dall’orario di lavoro magari far le stesse cose.