wind12 la protesta sbagliata?

nemmeno io ho digerito l’annuncio della migrazione forzata del mio contratto wind da wind10 a wind12 e il conseguente rincaro, ma le proteste in rete (è nato anche un blog apposito) e le mobilitazioni delle associazioni di consumatori mi paiono assurde perché rivolte al bersaglio sbagliato.

lo stesso codacons sa fare i conti e riporta l’ipotesi che i costi di ricarica portassero in cassa cifre tra 1,8 e 2,5 miliardi di euro ovvero che non fossero un extra a cui rinunciare a cuor leggero: facendo due conti è evidente che vietare i costi di ricarica equivale a obbligare le compagnie a includerli nelle chiamate.

ora tutte le compagnie vareranno nuove tariffe più salate, bloccheranno le tariffe vecchie alle nuove attivazioni, incentiveranno il passaggio dei vecchi clienti con promozioni o altro e rientreranno del buco dei costi di ricarica nel lungo periodo. wind, vuoi per le ridotte dimensioni, vuoi perché ha tariffe molto convenienti ha solo peccato di fretta.

chi si vuol lamentare scriva al ministro bersani e gli faccia una semplice domanda:

ministro, se il governo di cui fa parte tagliasse la tassa governativa sugli abbonamenti non è forse vero che al tempo stesso dovrebbe recuperare il mancato introito aumentando un’altra tassa (o tagliando un servizio)?

come può quindi ritenere che l’eliminazione dei costi di ricarica possa giovare ai consumatori piuttosto che spalmare quel costo su tutta l’utenza rincarando la spesa ai consumatori più accorti (che sceglievano i tagli maggiori) nella stessa misura in cui risparmieranno i consumatori meno sensibili al costo di ricarica?

le segnalo in particolare il caso wind che non ha mai avuto costi di ricarica sui tagli più grandi e che in seguito al suo decreto ha spalmato su metà della sua utenza un rincaro del 20% sulla tariffa al minuto e del 50% sugli sms.

cordialmente

~ di inertiacreeps su Aprile 1, 2007.

6 Risposte to “wind12 la protesta sbagliata?”

  1. secondo me il problema è che alla fine chi ci rimette è sempre e comunque il consumatore.
    le compagnie più potenti riusciranno a vivere, magari inventando qualcosa. ho paura che wind sia segnata.

  2. io vorrei capire in che modo l’abolizione del costo di ricarica dovrebbe teoricamente giovare al consumatore: toglie un elemento di concorrenza perché ora non c’è più l’operatore che ci gioca (come wind), sposta il costo su chi telefona di più piuttosto che su chi ricarica più di frequente.. e che altro? io ci perdo persino!

  3. Ma se i costi non c’erano sulle ricariche di taglia alta e sulle ricariche da Web, com’è possibile che adesso di punto in bianco tutti dichiarano di essere sull’orlo della bancarotta?!.
    Deficenti noi a fare ricariche da 1€ con 50€cent di costo di ricarica!

    Se andate a leggere il bilancio 2006 della wind con due conti vedete che è passata da -331 Milioni di € a +23 milioni di €, con un guadagno netto di 354 milioni di € in un solo anno!

    I costi di ricarica hanno inciso sul guadagno? Certamente, chi lo nega, ma quelli ci sono da almeno 5 anni!

    Il salto di qualità del 2006 della wind è stato applicare tariffe molto competitive e le opzioni NOI (Noi2 NoiWind, ecc).

    La wind ora si trova con 320 Milioni di € annui in meno (xké è circa questo il contributo dato dai costi di ricarica) e con un debito di circa 7 Miliardi di €.
    Con il guadano di 350 milioni di € annnui estingueva il debito in 20 anni… ora con appena 30 milioni di € ne servono 350 di anni!

    Allora, qual’è la cosa più logica? Aumentare del 20% le tariffe, mi sembra ovvio.

    Io credo che nel bilancio 2007 non ci saranno nemmeno quei 30 milioni di guadagno e ritorni perciò in perdita.
    Solo che stavolta non ci sono le bollette elettriche di tutti noi a tenerla su, stavolta c’è la sabbia egiziana.

    Cmq non sono un manager della wind, sono soltanto un cliente e come tale prendo la scelta di migrare verso società più vantaggiose.

    Nonostante tutto continuerò a fare ricariche da 50€

  4. La questione non è affatto in questi termini. Il denaro entrato nelle casse dei gestori telefonici con costi ingiustificati giustamente ora resta nelle tasche degli utenti.

    Il fatto che le aziende tentino di tenersi il maltolto (con azioni non lecite, tra l’altro) non rende sensata una protesta verso il ministro per il sacrosanto provvedimento intrapreso.
    Tanto più che, come è stato annotato, Wind non aveva nemmeno prima costi di ricarica su tagli medio-grandi, così da rendere la reazione rimodulativa assolutamente grottesca.

    Lo spostamento del guadagno da parte dei gestori sulle tariffe è un sopruso verso cui protestare. Va detto, per correttezza, che solamente Wind ha obbligato il cliente ad un cambio di tariffa, mentre Vodafone ha rinnovato parzialmente l’offerta per i nuovo clienti e 3 non ha modificato i piani tariffari.

    Mi sembra assurdo chiamare in causa Bersani. Per una volta che un governo compie un’azione di tutela verso i consumatori, c’è chi ha il coraggio di protestare… per questo le aziende continuano a fare i loro comodi.

  5. il volume del business era nell’ordine di 1.5 miliardi di euro di cui una parte (metà o almeno 1/3) finiva nell’indotto costituito da tabaccai, edicole, negozi, banche, società che producono fisicamente le tessere da grattare, società di distribuzione sul territorio e altri; la restante metà (in giro ho letto anche 2/3) dei costi invece finiva nel bilancio della compagnia insieme ai ricavi e ai costi ritenuti “giustificati” costituendo una parte non trascurabile del flusso di cassa.

    tagliare il costo di ricarica significa avere metà di quella cifra in ingresso in meno e metà di quella cifra in uscita in più perché le ricariche non si vendono da sole.

    l’effetto del taglio ha colpito vodafone, ha fatto un baffo all’ex monopolista (chissà perché), non ha sembra aver creato problemi a 3 (che ha un target business) e ha messo in difficoltà wind che è la compagnia più piccola ed economica.

    di rimbalzo il taglio ha colpito l’indotto. il taglio più noto è quello ai tabaccai a cui vengono ora riconosciute commissioni più basse e che non a caso sono in “sciopero” non distribuendo più ricariche o limitandosi ai tagli maggiori.

    ma giriamo la frittata un momento: il reale problema nella telefonia in italia sono i costi di ricarica o è una situazione di cartello che nessuno si sogna di toccare?

  6. …ma posso dire che esista una buona possibilità per fare il passaggio ad un altro piano , basta rompere e chiederli se il passaggio lo devo pagare io cliente e se un giorno me lo cambiano loro a GRATIS una domanda imbarazzante sicuramente ,è come chiedere se un giorno mi ruberai di nuovo i soldi del passaggio del piano tariffario… e il cane si morde la coda

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