una questione di privacy

negli ultimi anni si sono moltiplicati i blog e i servizi come flickr di pari passo con l’esplosione dell’accesso ad internet da parte del grande pubblico: il risultato è un proliferare di materiale personale indicizzato su motori di ricerca sempre più puntuali ovvero un’esposizione dei fattacci propri davanti al mondo intero. se il fenomeno fosse limitato alla pubblicazione dei cavoli propri finirebbe li, ma siccome siano animali sociali è inevitabile che pubblicare quel che si è fatto il sabato sera implichi raccontare quello che hanno fatto le persone con cui si era. fa riflettere come inizino ad essere pubblicati sempre più articoli che parlano di questo problema: questo ad esempio parla dell‘impatto di internet sulle possibilità di lavoro.

facciamo l’esempio di flickr a cui personalmente darei il mio voto per i big brother awards (anche se la responsabilità sarebbe unicamente dei suoi utenti). un utente pubblica le foto delle serate con gli amici e nei commenti inserisce riferimenti circa il luogo di lavoro di persone ritratte. nel luogo di lavoro menzionato un giorno a qualcuno (poniamo all’ufficio del personale) salta in testa di fare una ricerca per vedere se l’azienda è mai citata a sproposito e salta fuori la foto con un dipendente. noto che il proprietario dell’account ha relazioni col dipendente diventa immediato individuare altre foto su quell’account o su quello dei contatti. le conseguenze dipendono dalle foto ovviamente, il meno è che uno o più colleghi s’impiccino di cose che non li riguardano e lo facciano sfruttando informazioni messe in rete da amici dell’interessato.

analogamente blog, youtube e simili possono indesideratamente veicolare informazioni personali a persone che normalmente si vorrebbe tenere all’oscuro per qualche ragione. più facile essere scoperti nel bidonare qualcuno, nel tagliare una giornata a scuola, nel fingersi malati al lavoro e in generale nel mantenere la sfera privata realmente privata.

non credo sia paranoico dire che non siamo una società pronta a mettere in piazza quello che di sconveniente si fa nel privato a meno di essere un divo del gossip o un mitomane. fingiamo stupore per gli scandali di droga e sesso dei vip o per i video col cellulare degli studenti, ma alzi la mano chi non ha mai immaginato che quel genere di episodi non fossero all’ordine del giorno. senza bisogno di indagare sono sicuro che tra i miei colleghi di lavoro ci siano persone che si cacciano in situazioni imbarazzanti: se le foto o i racconti fosse pubblici però dovrei uscirmene con un puritano “incredibile, non l’avrei mai detto” e poi fuori dall’orario di lavoro magari far le stesse cose.

~ di inertiacreeps su Aprile 15, 2007.

Lascia un commento